Ve lo dico, sono vegana, e le mie scelte creative nascono sempre da questo punto fermo.
Proprio per questo, ogni materiale che utilizzo ha una storia dietro.
Anche quando si tratta di cera d’api.
Una cera che non può tornare alle api
Esiste una tipologia di cera d’api che non è idonea al riutilizzo in arnia.
Può contenere residui naturali come propoli o polline, oppure essere stata già lavorata in modo tale da non poter essere reinserita nel ciclo produttivo dell’alveare.
Questa cera, pur essendo naturale e preziosa, verrebbe normalmente scartata.
Ed è qui che entra in gioco il riuso consapevole.
Una volta filtrata con attenzione, questa cera diventa perfetta per la creazione di candele e piccoli oggetti decorativi:
– profumata naturalmente
– calda nel colore
– viva nella texture
Trasformarla significa dare nuova vita a un materiale che altrimenti andrebbe perso, senza sottrarlo alle api.
La mia scelta
Per queste targhette decorative ho scelto proprio questo tipo di cera d’api.
Una scelta che sento coerente con il mio modo di creare:
lento, rispettoso, attento agli sprechi.
Non tutto è bianco o nero.
A volte, la sostenibilità sta anche nel prendersi cura di ciò che già esiste.
Queste tag con incastonati piccoli cuori con chicchi di caffè veri nascono così:
da un materiale recuperato,
da un gesto consapevole,
da un’idea di bellezza che non ha fretta
e non lascia indietro nulla.
Il set è ovviamente un'edizione limitata per i motivi sopra descritti, ed disponibile su Vintede Wallapop,.
Se ami i processi lenti e i materiali che raccontano una storia, trovi altri video sul mio canale YouTube.
Questo portacandele è una di quelle creazioni di cui ti spiace separarti quando viene il momento: legno, mani e tempo lasciato fare, fino a quando tutto trova il suo posto.
E' la sensazione che provo sempre specie quando la base di queste creazioni è fatta dal mio papà.
Ancora più difficile non farla con il cuore e separarsene.
Sono partita dalla base in legno grezza.
Ho carteggiato, dipinto, aggiunto piccoli dettagli decorativi e lasciato asciugare ogni passaggio con calma.
Mi piace pensare che ogni fase serva a dare carattere, non solo forma: nulla è immediato, tutto si costruisce un gesto alla volta.
Durante il lavoro immagino già la luce che arriverà dopo, ma senza forzarla.
È il processo stesso a guidarmi.
Il portacandele finito è pensato per accogliere una candela o tealigth e creare atmosfera:
una luce morbida, calda, che filtra dai cuori e rende lo spazio più intimo.
Un oggetto semplice, ma capace di cambiare il tono di una stanza.
È perfetto su:
una mensola
un tavolino
una credenza
magari acceso la sera, quando tutto rallenta e la casa diventa rifugio.
Se anche tu ami gli oggetti che raccontano una storia prima di illuminare,
questo portacandele ti sta già aspettando.
Guarda tutte le fase di lavorazione nel video qui sotto